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the Wetlands of Margherita di Savoia

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Apulia offers some of the most significant examples of coastal wetlands. Partly of natural and partly of anthropic origin, each of these areas has a more or less elevated salinity.

The natural ones were mostly generated by the action of watercourses which, in the millennia, got isolated from the sea. An example of natural wetland is the ancient Lake Salpi.

The present salt-pans of Margherita di Savoia are a wetland of anthropic origin, but they were built on this very Lake Salpi, once it was reclaimed.


The wetland of the salt-pans of Margherita di Savoia is an area of great interest for the presence of several species of water-birds, both migratory and non-migratory.

In particular, some years ago the beautiful greater flamingos started breeding here, attracting the attention of naturalists. 

foto di oreste modestino

Quelle di origine naturale dipendono dall'azione di corsi d'acqua che, in diversi tempi geologici, si sono isolati dal mare aperto. Si pensi al lago Salpi ed alla zona paludosa e malsana che vi si generò a causa dei disboscamenti nel SubAppennino Dauno.; oltre a ciò, il Tavoliere pende tutto verso questa costa, che si presenta come una enorme barriera di circa 50km, da Margherita di Savoia a Manfredonia, ed impedisce il normale deflusso delle acque a mare, distribuendo le acque interne parallelamente alla linea di costa stessa.

Altre zone umide sono invece di origine antropica, ovvero dipendono dall'azione umana: è il caso delle Saline di Margherita di Savoia, che si trovano proprio su quello che un tempo era il lago Salpi, oggi bonificato, ma che dal lago mantengono la toponomastica: Salpi I°, Salpi Nuovo, Salpi Vecchio e Salpi IV°. Resta comunque il fatto che sempre si sono create laddove esistevano già le condizioni, ovvero vecchi impaludamenti. E fu proprio questo il motivo che spinse a generare il progressivo abbandono e la successiva riconquista di questi territori, alla ricerca di sempre nuove terre fertili attraverso la bonifica, le cui ragioni solo negli ultimi decenni sono state abbandonate per dare nuova attenzione alla salvaguardia, lasciando comunque un territorio profondamente modificato (nel 1930 si contavano 85.000 ha di lagune costiere, nel 1983 poco più di 20.700).