Margherita di Savoia

Parte Terza

La Salina di Margherita di Savoia - tesina di antropologia culturale


PARTE TERZA

Attività di raccordo (ieri ed oggi)

1) La principale attività collegata alla Salina oggi è senz’altro quella delle terme.

Il primo Stabilimento termale con criteri moderni fu costruito nel 1930 ed era di proprietà del Comune, mentre nel 1947 furono costruite le terme a gestione privata e nel 1988 furono rimodernate e portate a livelli europei.

2) Altro importante stabilimento era quello della S.A.I.B.I. (chiuso negli anni ottanta, del gruppo Montedison, che sfruttava le acque madri residue per ricavare il bromo ed i suoi derivati (l’azienda è denominata dai margheritani “il Bromo”, anche qui in riferimento al prodotto) destinati per uso farmaceutico, industriale, sanitario, fotografico e cinematografico.

3) Attualmente, a parte le terme, 5 stabilimenti comprano il sale dalla Salina e provvedono al suo confezionamento e commercializzazione.

4) La pescicoltura, oggi dismessa, era l’allevamento ittico di crostacei, anguille, orate, etc. Si basava sul principio secondo cui gli organismi a sangue freddo esposti a temperature idriche elevate, subiscono un’accelerazione delle funzioni vitali e quindi un accrescimento del tasso di crescita. Fu costruito un bacino molto profondo, contenente acqua marina. Il riscaldamento di grossi quantitativi d’acqua a mezzo di combustibili avrebbe comportato costi elevati, invece questo stagno essendo molto profondo e poco ventilato sfruttava naturalmente il calore del sole.

5) Il Museo della Salina, essendo diventato di proprietà del Comune dovrebbe servire, oltre a rappresentare la storia del lavoro e dei lavoratori della Salina, del popolo di Margherita e di tutto il suo territorio, anche a creare nuovi posti di lavoro. Nato dalla base, cioè ad opera dei lavoratori della salina che hanno raccolto gli attrezzi, di alcuni appassionati cultori di storia locale, tra cui Salvatore Lopez, Emanuele Amoroso e Michele Mavelli che hanno raccolto il materiale fotografico e topografico, il museo ha bisogno oggi di un’appropiata catalogazione delle opere, di un’equipe di personale specializzato che ne risvegli la funzione primaria, che è “quella del tradere, del tramandare (G.B.Bronzini, Homo laborans op cit pag 28)

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