Margherita di Savoia

da visitare nei dintorni



Barletta

Sulla costa del basso Adriatico, ( 15 m d'alt.; 147,1 km²; 83.453 ab.) Bella chiesa gotica del Santo Sepolcro; cattedrale romanico-gotica di Santa Maria Maggiore. Statua colossale

in bronzo («il Colosso») dei secc. IV-V, situata presso la chiesa del Santo Sepolcro, alta 5,10 m, raffigurante un imperatore romano. Chiese di Sant'Andrea e Sant'Agostino. Castello svevo eretto da Federico II. Museo civico con ricchissima pinacoteca. Bei palazzi. Barletta è attivo porto peschereccio e commerciale. È il maggior emporio dei vini pugliesi. Il territorio comunale produce cereali, olio, primizie ortofrutticole, mandorle; ricca è la produzione di vini rossi da taglio (vino baresano). Attiva è l'industria: vinicola, olearia, molitoria, cementifera, chimica. Nodo ferroviario. Stazione balneare. - ST. Fu prospera nei secc. XIV-XV, decaduta sotto la dominazione spagnola e borbonica, si risollevò sotto i regni di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat.

LA DISFIDA DI BARLETTA

Episodio della guerra franco-spagnola del Febbraio 1503 tra cavalieri francesi e italiani, nel conflitto franco - spagnolo per la conquista del Napoletano. Infatti, una volta conquistato il Mezzogiorno, così come previsto dagli accordi di Granada (Novembre 1500 ) tra Ferdinando il Cattolico e Luigi XII, gli alleati entrarono in contesa per la spartizione del territorio e dettero vita ad un conflitto che durò dal 1502 e il 1504 (trattato di Lione ). In un primo tempo, gli Spagnoli ebbero la peggio, furono sconfitti più volte in Calabria, mentre a Barletta mancava il necessario per la sopravvivenza. In un secondo tempo, gli Spagnoli presero il sopravvento sui Francesi che si arresero al comandante spagnolo Consalvo di Cordova. L' episodio della disfida, che non è accaduto a Barletta, come vuole la tradizione, ma ad Andria, avvenne a causa di una imprecazione di Guy la Motte, generale francese, che catturato dagli Spagnoli accusò di viltà gli Italiani che prestavano servizio agli Spagnoli. Facendosi interprete dello sdegno degli Italiani, egli propose uno scontro a cavallo tra tredici cavalieri francesi e tredici italiani guidati da Ettore Fieramosca. Ne uscirono vincitori gli Italiani. Fornì a d'Azeglio materia per il suo Ettore Fieramosca. Fra gli Italiani vi erano: oltre a Fieramosca loro capo, Fanfulla da Lodi, Gianni Bracalone, Miale da Troia, Riccio da Parma ecc. Giudici l'italiano Prospero Colonna e il francese Baiardo. I Francesi guidati da Guy de la Motte ebbero la peggio e furono fatti prigionieri.

ETTORE FIERAMOSCA

Nacque da una nobile famiglia capuana notoriamente fedele agli Spagnoli e partecipò con questi alla guerra contro i Francesi, in cui si verificò la famosa " disfida di Barletta". Soggiornò in seguito presso la corte spagnola e rientrò a Napoli nel 1505. Si ribellò per motivi oggi ignoti al re spagnolo Ferdinando il Cattolico, per questo gli furono confiscati i beni e venne incarcerato. Una volta reintegrato, partì per la Spagna, dove morì nel 1515.

INFO

MUNICIPIO: tel. 0883 531114

IAT: 0883 331331




Trani

Trani

Esistente già in età preistorica, compare ufficialmente pe r la prima volta nella Tabula Puetingeriana. La civiltà restò all'autorità romana fino al 476 d.C. Nel IX sec., dopo la distruzione di Canosa divenne sede della Cattedra Vescovile. Nel 1063 vennero promulgati gli "ordinamenta maris": il più antico codice marittimo del Medioevo. Dal porto ci s'imbarcava verso mondi misteriosi (fino alla Nuova Zelanda terra dei Maori) e qui si tornava dopo viaggi fantastici.

La prosperità economica di Trani continuò sotto Federico II quando vennero costruiti: la suggestiva cattedrale (il più importante monumento romanico della regione, con San Nicola a Bari), il Castello Svevo, la chiesa dei Templari. Nel 1808, perse il titolo di capoluogo. Tra il XVIII e il XIX secolo si registra una forte espansione urbanistica e la nascita di molte ville signorili urbane

INFO
MUNICIPIO:
ufficio turistico tel. 0883 5006020
AZ. AUT. SOGGIORNO E TURISMO:
tel. 0883 588830




Andria

Comune della Puglia (prov. Bari), sulle basse pendici orientali delle Murge, a 151 m d'alt.; 399,8 km²; 91.384 ab. (Andriesi).

Sede vescovile. Duomo del XII sec. È il più vasto comune rurale dell'Italia meridionale. Ricca produzione di cereali, uva, mandorle, olivi e allevamento intenso di ovini. Fu la residenza favorita dell'imperatore Federico II, che eresse a circa 18 km a sud della città il turrito Castel del Monte (1240-1250). La porta Sant'Andrea reca un'iscrizione con le sue parole.

Una curiosità storica: Giuseppe Garibaldi fu deputato di Anria nel primo Parlamento del Regno D'Italia

 

http://www.comune.andria.ba.it/




Parco Nazionale del Gargano

Parco Nazionale del Gargano

Il Gargano con il suo ecosistema inedito e complesso, è sede della riserva naturale più densamente popolata d'Europa. L'istituzione del Parco Nazionale del Gargano è il giusto riconoscimento di un patrimonio naturale, culturale, religioso e artistico ricchissimo. La molteplicità del suo paesaggio spazia dai campi terrazzati, alle piantagioni di olivo, mandorlo e agrumi; dalle Paludi di Frattarolo e dalla Laguna di Lesina, che ospitano anatre, folaghe, aironi e cormorani, alle stesse pinete di Pino d'Aleppo (che si spingono fino a 650 m di altitudine); dalle solenni faggete di Umbra e Ischitella, dove vivono il daino e il capriolo, alla macchia mediterranea in cui fiorisce la Campanula garganica, un'interessante specie endemica.

http://www.parcogargano.it




Canne della Battaglia

canne

è una zona archeologica di grandissimo interesse per le testimonianze rimastevi della città di Canne, famosa per la celebre battaglia (216 a.C.) in cui i cartaginesi, guidati da Annibale sconfissero i Romani, diventando così padroni dell'Italia meridionale. Oltre 10 mila romani caddero in prigionia, 4 mila si rifugiarono nella città di Canosa, le poche migliaia di superstiti furono condotti a Roma dall'alto console, comandante dell'esercito, Varrone. Canne non è importante solo per la battaglia, in quanto gli scavi hanno messo in luce un eccezionale complesso archeologico costituito da testimonianze dell'età neolitica, del rame e del bronzo, della civiltà apula, dell'epoca romana e di quella medievale. Reperti come corredi di tomba, neolitici dipini a colori con disegni geometrici, elementi architettonici dell'età medioevale. Salendo sul vicino colle si può osservare dove sorgeva la città di canne, abitata già in età preistorica, e distrutta quasi completamente nella battaglia. Divenne importante centro nel medioevo e fu nuovamente distrutta nel 1803.Gli scavi hanno rimesso in luce le tracce di mura romane e medioevali. Lungo la via principale sono i resti di pavimentazione di strade e di case romane, resti di edifici, grandi coloni granito. Percorrendo il viale principale ci ritroviamo nel villaggio Apulo (VI-III a.C.). distrutta nel 46 a.C., divenne poi cimitero cristiano.




Montesantangelo

MONTE SANT'ANGELO

La fama di Monte Sant'Angelo è legata indissolubilmente al culto dell'arcangelo Michele. La Grotta di Sanmontesantangelo Michele, dove sarebbe apparso a più riprese l'Arcangelo, è scavata nella roccia ed è meta, ormai da secoli, di pellegrini che si recano a visitare questo fulgido centro di religiosità cristiana da ogni parte del mondo. Del Santuario di San Michele vanno ammirati, oltre alla suggestiva grotta delle apparizioni, il campanile ottagonale, la porta dalle splendide imposte bronzee eseguite nel 1076 a Costantinopoli, la statua del Santo e i trono di marmo. Bellissimo è anche il castello normanno-svevo che fu anche degna dimora, la prediletta, del grande imperatore Federico II. A otto chilometri dal centro abitato, si erge l'abbazia di Santa Maria di Pulsano interamente scavata nella roccia.

Dal punto di vista turistico, Monte Sant'Angelo offre un ventaglio davvero inesauribile di chiese e monumenti. Tappa obbligatoria il Santuario di San Michele all'interno del quale si possono ammirare la preziosa statua dell'Arcangelo, la sedia episcopale del sec. XI, il meraviglioso campanile ottagonale, la Tomba di Rottari del XII sec. ed infine il portale romanico del sec.XI.

 

 


SANTUARIO
Recapito postale: Santuario S. Michele Arcangelo
71037 Monte S. Angelo (FG)
Tel.-Fax 0884/561150
C.C.P. N° 00995712

FORESTERIA "CASA DEL PELLEGRINO":
Basilica S. Michele Arcangelo
71037 Monte S. Angelo (FG)
Tel. 0884/562396

 




Canosa di Puglia

CANOSA

 

Abitata anticamente da pastori, raggiunse un notevole sviluppo economico grazie al commercio della lana e alla vicinanza a grandi vie di comunicazione come la via Traiana e altre di cui non restano tracce, che la mettevano in contatto con i siti costieri.
L'Ofanto ha costituito senza dubbio una via di comunicazione importante come sbocco sull'Adriatico. Accanto alla produzione della lana, Canosa era famosa soprattutto per il suo vino. Si può percorrere la sua storia attraverso i resti dei suoi monumenti: dall'epoca dauna (raggiunse il suo massimo splendore come testimoniano numerosi ipogei monumentali) a quella romana, tardo-antica e medievale.
Dalla sua collina si domina il Tavoliere e buona parte della valle dell'Ofanto.

canosa


MINERVA
Il tempio italico sulla collina di San Leucio
Le notevoli dimensioni, la ricchezza iconografica e la qualità artistica, fanno di questo tempio, probabilmente dedicato a Minerva e utilizzato fino al II sec., una delle più apprezzabili opere del periodo magnogreco non solo pugliese

 

per approfondimenti vi invitiamo a visitare il ricco sito della città: www.canusium.it

realizzato dalla "Coop. Dromos" e dalla "Fondazione Archeologica Canosina" entrambe Via J. Kennedy, 18 - tel. 0883/664043



MUNICIPIO:
tel. 0883 610111






Castel del Monte

E' situato nel territorio di Andria, città prediletta dell'imperatore Federico II di Svevia che la definì"Andria Fidelis". Proprio ad Andria nacque Corrado figlio di Federico II. Non c'è da meravigliarsi che Andria venga comunemente considerata una città Federiciana a tutti gli effetti. La data di costruzione di Castel del Monte è estremamente incerta; l'unico documento certo è datato 28 gennaio 1240, nel quale l'imperatore ordinò di predisporre tutto il necessario per la costruzione di un castello. Durante l'epidemia di peste del 1656, il castello divenne rifugio per numerose famiglie andriesi. Nel 1876, lo stato italiano lo acquistò per una cifra irrisoria e lo salvò dal degrado totale, sottoponendolo ad una serie di restauri che gli hanno restituito una parte del primitivo splendore. Castel del monte a una forma ottagonale, con otto torri pure ottagonali, posato come una corona su una collina delle Murge. Un improbabile castello di caccia; un luogo di delizie, dove riflettere e purificarsi. Una cattedrale laica, con un percorso da iniziati dove cogliere i segreti del pensiero. Un simbolo fisico: una colossale colonna di pietra per ricordare il potere imperiale. Anche il numero 8, silenzioso guardiano dell'intera struttura di Castel del Monte, è una spia della diversità del castello federiciano.

FEDERICO II

FEDERICO II (Iesi, Ancona, 1194 - castello di Fiorentino di Puglia 1250), re di Sicilia (FEDERICO I) [1198], re di Germania (1198-1245; eletto re dei Romani nel 1196), e imperatore (1220), figlio di Enrico VI di Svevia (Hohenstaufen) e di Costanza d'Altavilla. Affidato dalla madre († 1198) alla tutela del papa Innocenzo III, fu da questo riconosciuto re di Sicilia. Incoronato a Magonza e garantiti i diritti e i possessi della Chiesa in Italia (costituzione di Eger), lo Svevo s'impegnò con Filippo II Augusto di Francia nella lotta contro Ottone IV e, dopo che questi, sconfitto nella battaglia di Bouvines (1214), scomparve dalla competizione federico IIpolitica, fu incoronato per la seconda volta re di Germania ad Aquisgrana (1215) e rinnovò la sua professione di devozione al papa, promettendo anche di condurre al più presto una crociata. Ma, morto Innocenzo III e succedutogli Onorio III (1216-1227), F. II cominciò a svolgere una politica personale sempre più indipendente dal papa: fermo nell'idea, del tutto nuova, di trasferire il centro dell'Impero dalla Germania in Italia, e di dare a esso uno sviluppo mediterraneo, mentre rinviava di anno in anno la crociata, si stabiliva in Sicilia dedicandosi alla riorganizzazione del regno; ottenne infine da Onorio III la corona imperiale (Roma, 1220). La crociata, insistentemente sollecitata da Onorio III, subì continui rinvii: nel 1225, quando pareva imminente, fu di nuovo rimandata da un aspro conflitto scoppiato tra l'imperatore e i Comuni lombardi. Il conflitto non assunse per il momento grandi proporzioni grazie alla paziente mediazione di Onorio III e, alla sua morte, all'energica presa di posizione di Gregorio IX (1227-1241), che impose a F. II di partire per la crociata e, di fronte a ulteriori tergiversazioni dell'imperatore, lo scomunicò (1227). Giunto finalmente in Terrasanta, F. evitò la guerra e riuscì con abili negoziati a ottenere dal sultano d'Egitto, in discordia con quello di Damasco, la restituzione ai cristiani di Gerusalemme e di altri luoghi sacri alla tradizione cristiana e, accampando i diritti della moglie Iolanda o Isabella di Brienne († Gerusalemme 1228), fu anche incoronato (o meglio, si incoronò) re di Gerusalemme (1229). Al suo ritorno in Italia, dovette invece combattere per liberare il Mezzogiorno, che il papa, sempre più fermo nel condannarlo, aveva fatto invadere dalle sue truppe. Di nuovo il papa si fece patrono degli avversari dell'imperatore, che costituirono allora il partito guelfo italiano, contrapposto a quello imperiale o ghibellino. Fra il 1230 e il 1241, F. II, nel complesso, prevalse: stroncò in Germania una rivolta, suscitata dal suo stesso figlio Enrico (1235), e placò rivalità tuttora ardenti tra gli Hohenstaufen e i Welfen (i ghibellini e i guelfi tedeschi), sposando Isabella o Elisabetta d'Inghilterra († 1241); in Italia, sconfisse la seconda Lega Lombarda a Cortenuova (1237) e creò suo figlio Enzo, in forza di un matrimonio, re di Sardegna (1241). Nuovamente scomunicato dal papa, che bandì contro di lui la guerra santa e convocò a Roma un concilio per deporlo, impedì che questo si riunisse, facendo disperdere da Enzo la flotta genovese che conduceva i prelati d'oltremare nelle acque del Tirreno (isola del Giglio, 1241) e minacciando la stessa Roma. Tanto che, alla morte di Gregorio IX (1241) e del suo successore Celestino IV [1241] che regnò pochi giorni, la sede pontificia rimase vacante per un paio d'anni, per la difficoltà di tenere il conclave. La fortuna di F. II cominciò a tramontare quando fu eletto papa Innocenzo IV (1243-1254) che, dopo aver tentato invano di venire a seri negoziati con lui, lasciò Roma e, recatosi a Lione, vi tenne, sotto la protezione di Luigi IX di Francia, quel concilio che Gregorio IX aveva convocato invano, e che ribadì la scomunica e pronunciò la deposizione dell'imperatore (1245). F. II da quel momento non conobbe che sventure: morì improvvisamente a Fiorentino di Puglia circondato dagli Arabi divenutigli devotissimi (13 dicembre 1250) e fu poi sepolto nella cattedrale della sua prediletta Palermo. F. II fu una grande e complessa figura, radicato nel medioevo per la sua concezione universalistica e sacrale dell'Impero, seppe adattarsi ai tempi con l'esempio dello Stato monarchico amministrativo, realizzato in Sicilia. Da sottolineare la sua tolleranza religiosa, la sua versatilità culturale, che spaziava dalla scienza musulmana al diritto romano, ed era non meno sensibile alle tradizioni tedesche che alle innovazioni letterarie provenzali e italiane (compose egli stesso rime d'amore di elegante fattura), la sua magnificenza di costruttore (si pensi a Castel del Monte in provincia di Bari) e di mecenate, fondatore dell'università di Napoli e animatore di quel convegno di poeti, di filosofi e di scienziati che fu la sua corte, la Magna Curia, di Palermo, nella quale già Dante, che spesso fa di lui menzione nei suoi scritti, riconobbe la più alta manifestazione di civiltà dell'Italia duecentesca (De vulgari eloquentia, I, XII, 4). Egli stesso compose uno dei più celebrati trattati di falconeria del medioevo,"De arte venandi cum avibus".